I New York Knicks campioni NBA dovranno per forza di cose cambiare degli elementi in estate: il regolamento NBA prevede infatti un first e second apron, due limiti salariali che hanno l’obiettivo di penalizzare chi spende troppo più degli altri o rendere inefficiente farlo per più di un paio di stagioni. Nel caso dei Knicks, già durante i festeggiamenti del titolo il proprietario James Dolan aveva annunciato di non voler scollinare il second apron, il più pesante dei due limiti imposti dal salary cap. Come riportato da Shams Charania, questa strategia porterà sicuramente a due sacrifici: Mitchell Robinson e Landry Shamet, tra i protagonisti del primo anello vinto dopo 53 anni, non verranno rinnovati durante la free agency che li attende.
Il second apron era fissato, per la stagione 2025-26, a 207.8 milioni di dollari. Chi supera questa cifra con il monte salari, è sottoposto ad alcune penalizzazioni: non può firmare giocatori dal mercato dei buyout e non ha a disposizione la Mid-Level Exception, l’eccezione salariale di medio livello (circa 5 milioni) per firmare giocatori senza che questi vadano a impattare sul cap. In sede di trade non si possono unire i contratti di due o più giocatori per pareggiare il salario di un singolo giocatore in entrata, non si possono inserire cash negli scambi e il salario del giocatore in entrata non può superare nemmeno minimamente quello del giocatore in uscita. Infine è vietato per chi supera il second apron scambiare la scelta del primo turno al Draft 7 anni dopo (in questo caso quella del 2033), se questa circostanza dovesse verificarsi per 3 anni di fila la scelta verrebbe spostata alla fine del primo giro, diventando quindi la #30 automaticamente.
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